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Mercoledì, 22 Aprile 2020 07:03

25 aprile: in ricordo dei nostri concittadini legati alla Resistenza

In concomitanza con il 25 Aprile intendiamo ricordare alcuni dei grandi personaggi legati alla Resistenza, e - in qualche modo - al nostro paese. (ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO)

MARIO SBRILLI (Medaglia d'Oro al valor militare alla memoria) a cui, tempo fa, è stata intitolata una via del paese:

mario sbrilli

 

 

 

 

 

 

 

 

Studente di medicina alla Scuola di sanità militare di Firenze, Sbrilli si unì, dopo l'8 settembre 1943, ai partigiani della Brigata Garibaldi "Pio Borri", attiva sull'Alpe di Catenaia, in provincia di Arezzo. Al giovane, considerata la sua specifica preparazione, fu affidata la responsabilità del servizio sanitario della Brigata. Durante un rastrellamento fu catturato dai tedeschi insieme a numerosi partigiani. I soldati, riconosciuta la funzione di assistenza sanitaria svolta da Sbrilli, decisero di risparmiarlo. Il "trattamento di riguardo" durò sino a quando Sbrilli vide i tedeschi che, dopo aver percosso con tubi di gomma i feriti sino a renderli incoscienti, stavano per gettare in una fossa ancora vivi diciotto persone in quella che divenne la Strage di San Polo. Il giovane si lanciò urlando contro i nazisti e fu falciato da una raffica di mitra. Dopo la Liberazione, l'Università di Firenze ha concesso alla memoria di Sbrilli la laurea "ad honorem" e molte città e paesi della Toscana - compreso il nostro - hanno intitolato una strada al generoso ragazzo. Il Corpo sanitario dell'Esercito ha istituito a nome di Sbrilli un premio annuale. Medaglia d'oro, la motivazione sul sito del Quirinale: https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/13426

TIGRINO SABATINI

Nato ad Abbadia San Salvatore l'8 marzo del 1900 e caduto a Roma il 3 maggio 1944.
All'armistizio Sabatini si trovava nella Capitale, dove era occupato alla Snia Viscosa. L'8 settembre lo vide tra gli uomini della formazione "Pepe" che, per dodici ore, tenne testa ai paracadutisti nazisti. Quando i tedeschi occuparono la città, Sabatini fu tra i fondatori del gruppo "Scintilla", che avrebbe presto dato vita al movimento partigiano "Bandiera rossa", nel quale l'operaio, che era intanto passato a lavorare alla Breda, entrò con il nome di battaglia di "Badengo". Fu alla Breda che si convinse, e convinse altri compagni di lavoro, che per poter meglio sabotare le attività degli occupanti sarebbe stato opportuno lasciare la fabbrica.
Fu così che Sabatini e i suoi compagni si dimisero dalla Breda per farsi assumere da un'impresa che aveva ottenuto dai tedeschi l'appalto per la ricostruzione delle linee ferroviarie intorno alla Capitale. Non passò molto e l'attività di Tigrino Sabatini fu scoperta e il 23 gennaio del 1944 fu arrestato. Portato in via Tasso, riuscì a resistere agli interrogatori e fu quindi trasferito a Regina Coeli.
Il 14 aprile fu processato e condannato a morte;
il 3 maggio Sabatini fu fucilato al Forte Bravetta.
Nel 1979 è stato insignito con la Medaglia d'argento al valor militare. Nel 2015 il Comune di Roma gli ha dedicato una piazza, nei pressi di via Tasso. Queste le sue ultime parole:
«Roma, li 3 maggio. Miei cari. L’ultimo momento di mia vita è questo, vi chiedo perdono come io perdono voi. Il giorno 14 aprile mi fu rifatto il processo, e fui condan­nato a morte, per il medesimo motivo. Oggi vado alla morte. Mi raccomando a Nicola che sposi la Vilda e che siano felici, questo è il mio desiderio nell’ultimo istante. Vi bacio tutti fratelli e sorelle, cognati e cognate: vi bacio caramente. Vostro padre Sabatini Tigrino. Addio per sempre. Lascio 40 lire.»