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Avanzati: "I servizi sociali sono a rischio" - intervista Il Corriere di Siena - 22 gennaio 2010

Il palazzo comunale di Abbadia San SalvatoreUn bilancio del 2009 chiuso da pochi giorni e uno sguardo al 2010 che presenta già diversi temi “caldi” per i Comuni montani. Ne parliamo con Lorenzo Avanzati, sindaco di Abbadia San Salvatore, confermato lo scorso giugno. Partiamo da un bilancio dell’anno appena trascorso. Il 2009 è stato un anno difficile, segnato da una grave crisi economica che ha avuto pesanti ripercussioni anche sul tessuto sociale di Abbadia, colpendo famiglie e imprese. A questo si è aggiunta una forte penalizzazione nelle risorse statali trasferite agli enti locali, che ha confermato la progressiva diminuzione registrata negli ultimi anni e che ha colpito gravemente la capacità di noi amministratori di garantire servizi adeguati ai cittadini, in ogni campo. Questa situazione, purtroppo, è destinata ad aggravarsi con l’attuazione della Finanziaria 2010, che esclude Abbadia San Salvatore dai Comuni montani perché meno del 75 per cento del territorio supera i 600 metri. Il nostro paese si trova sul Monte Amiata a 829 metri di altitudine, in vetta raggiungiamo i 1734 metri e sarà escluso per 4 km quadrati. Tutto questo è assurdo. Cosa comporterà l’esclusione di Abbadia San Salvatore dai Comuni montani? Sarà un grosso danno per tutta la comunità ed è un problema che va affrontato da tutti, amministratori e cittadini, a prescindere dalla collocazione politica. I primi ad essere colpiti saranno i servizi sociali e il mantenimento dei livelli garantiti finora. Nella nostra area, come Amiata Val d’Orcia, le risorse che ci sarebbero spettate come Comuni montani avrebbero colmato il taglio del governo sul sociale pari a circa 340mila euro, una cifra impossibile da coprire con i bilanci dei singoli Comuni e che mette seriamente in discussione il mantenimento dei servizi verso le categorie deboli, quali anziani, disabili e minori. Come pensate di reagire a questa situazione? L’amministrazione comunale si impegnerà per cercare di garantire i servizi essenziali ai propri cittadini, che, però, devono conoscere le reali condizioni in cui ci troviamo ad operare. Una prima protesta, forte, ma ironica e civile, sta crescendo in queste ore sul social network Facebook, grazie al lavoro di un gruppo di giovani badenghi. L’iniziativa sta raccogliendo il sostegno di tantissimi cittadini di Abbadia e non solo e presto saranno organizzati nuovi appuntamenti per far sentire il nostro ‘no’ all’esclusione dai Comuni montani e dai fondi correlati. Alcune settimane fa, ci sono stati sviluppi importanti per la Società della Salute nella zona Amiata-Val d’Orcia. Cosa significherà questo per le politiche socio-sanitarie del territorio? La Società della salute è un consorzio pubblico formato dall’azienda Usl e dai Comuni dell’Amiata-Valdorcia e attua, dopo una sperimentazione avviata nel 2004 dalla Regione Toscana, il nuovo modello di programmazione e di gestione dei servizi alla persona. Le scelte strategiche rimangono in mano ai Comuni, con la possibilità di attivare fondi europei e contributi provenienti da fondazioni bancarie. In uno scenario di tagli drastici, come quello appena spiegato, saranno risorse indispensabili per continuare a garantire ai cittadini i servizi essenziali. Nei giorni scorsi ad Abbadia si è svolto un consiglio comunale straordinario sulla privatizzazione dell’acqua a seguito del decreto Ronchi. Quali sono state le conclusioni a cui si è giunti? Il consiglio comunale straordinario è stato un momento di confronto su un servizio pubblico che dobbiamo tutelare per il bene di tutta la comunità. Ci sono stati diversi interventi a sostegno delle tre mozioni presentate dai gruppi consiliari di maggioranza e di minoranza ed è emersa una comune preoccupazione per le future politiche di gestione della risorsa idrica. La situazione del nostro Aato è migliore delle altre, ma permangono le difficoltà legate al fatto di dover calcolare in tariffa anche i costi degli investimenti, urgenti ed estremamente costosi. Chiudiamo con un aggiornamento sulla bonifica e sul recupero dell’area ex mineraria, memoria storica locale. A che punto sono i lavori? La bonifica sta andando avanti regolarmente, anche se l’intervento è lungo e complesso. Nei mesi scorsi abbiamo iniziato a definire il piano di intervento per tappe, cercando di collegare le esigenze di destinazione dei terreni e dei fabbricati alle reali esigenze di bonifica e di adeguarlo alle problematiche e alla tipologia del territorio. Il primo banco di prova è stato il recupero di un piccolo terreno di proprietà comunale limitrofo all’area ex mineraria e non compreso nell’accordo con l’Eni firmato nell’ottobre del 2008, che oggi ospita il Piazzale della Memoria e un campo sportivo polivalente. Entro il 2010 dovremmo riuscire a definire interamente il percorso per andare, poi, verso il bando di gara.

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